allenamento

La forza nella maratona

Forza generale e specifica per correre meglio, più a lungo e con meno infortuni.

La forza nella maratona

Per il maratoneta la forza non è un extra: serve a mantenere un gesto efficiente e stabile fino all'ultimo chilometro, e a prevenire gli infortuni.

Perché

Meno infortuni

Muscoli e tendini più forti reggono meglio i tanti chilometri.

Quando

4–8 settimane, poi richiami

Un blocco dedicato dopo la maratona, poi 1–2 sedute a settimana.

Come

Circuiti, andature, salite

Lavoro generale in palestra o a corpo libero, poi mezzi specifici di corsa.

Forza e maratona

Perché allenare la forza

  • Prevenzione: tanti chilometri lenti riducono la forza e amplificano i piccoli problemi (tendiniti, sovraccarichi, appoggi scorretti). La forza riduce il rischio.
  • Efficienza: muscoli più forti spingono meglio, sono più stabili e resistono di più alla fatica.

Forza resistente: la capacità di spingere a lungo mantenendo il gesto stabile anche quando sei stanco. È quella che serve in maratona.

Quando inserirla

  • Dopo la maratona: 4–8 settimane in cui la forza ha molto spazio, prima del periodo di costruzione aerobica.
  • Durante l'anno: 1–2 sedute di mantenimento a settimana.
  • Su misura: chi chiude la stagione con molti acciacchi ha bisogno di più lavoro di riequilibrio.

Nel periodo di transizione sono utili anche nuoto, corsa in acqua, bici e sci di fondo: tengono attivo il cuore e fanno riposare i tendini.

Il circuit training estensivo

È il mezzo generale più pratico: esercizi a corpo libero o con piccoli carichi (elastici, manubri leggeri, cavigliere) svolti in circuito.

  • Riscaldamento 10–12′: mobilità, attivazione di core e glutei, 3–4 allunghi.
  • Circuito: 8–12 stazioni alternando gambe, tronco e braccia. 30–45″ di lavoro e circa 30″ per cambiare stazione. 4–6 giri, 30–45′ in totale.
  • Defaticamento 5–8′: camminata o corsa facile e mobilità.
  • Intensità: fatica 6–7 su 10, respiro impegnato ma riesci ancora a parlare. Prima la qualità del movimento, poi il carico.
Gambe

Squat goblet leggero, affondi, step-up, calf raise.

Core

Plank, plank laterale, dead bug, bird-dog.

Braccia e schiena

Piegamenti, rematore con elastico o manubrio, military press leggero.

Stabilità

Ponte glutei, aperture con elastico, mobilità di anche e caviglie.

Progressione in 4 settimane

SettimanaStazioniLavoro / cambioGiri
1830″ / 30″4
21035″ / 25″4–5
31240″ / 20″5
41045″ / 15″4–5

Esempio da 30′: step-up · plank · rematore con elastico · affondo · piegamenti · ponte glutei · plank laterale dx · squat goblet · plank laterale sx · calf raise.

Variante con corsa: tra una stazione e l'altra corri 100–200m a buon ritmo, senza pause. Se la tecnica peggiora, torna alla versione base.

In pratica: 1–2 circuiti a settimana nei giorni facili, ad almeno 24–48 ore da medi, ripetute e lunghi impegnativi.

I mezzi specifici della corsa

  • Andature: skip basso e alto, calciata, corsa calciata avanti, passo e stacco, balzi alternati.
  • Sprint brevi in salita e ripetute lunghe in salita.
  • Fondo collinare e cronoscalate.

Per il maratoneta i più utili sono andature e salite: più presenti nel periodo di preparazione, con richiami in quello specifico.

Da ricordare: Scegli 6–8 esercizi base che tolleri bene e mantienili tutto l'anno, cambiando solo volume e densità. Un blocco dedicato dopo la maratona e 1–2 richiami a settimana bastano.