fisiologia

Meccanismi energetici

Come il corpo produce l'energia per correre, dallo sprint alla maratona.

Meccanismi energetici

Ogni passo di corsa consuma ATP, il carburante immediato del muscolo. Tre sistemi lo producono in continuazione: capire quale prevale ti aiuta a scegliere l'allenamento giusto.

Base

L'ATP è l'energia immediata

Le riserve nel muscolo durano pochi secondi: il corpo deve ricostruirlo di continuo.

Fisiologia

Tre sistemi, sempre insieme

Alattacido, lattacido e aerobico lavorano insieme: cambia solo chi prevale.

Mito

Il lattato non è il nemico

È un carburante riutilizzabile e non causa i dolori del giorno dopo.

Meccanismi energetici nella corsa

L'ATP: il carburante del muscolo

Il muscolo si contrae grazie all'ATP (adenosina trifosfato). Quando l'ATP si scompone libera energia, ma la scorta nel muscolo basta per pochi secondi. Per continuare a muoverci il corpo deve ricostruirlo subito, usando tre sistemi diversi.

ATP → ADP + P + energia

I tre sistemi non si accendono uno alla volta come interruttori: sono sempre attivi insieme. Cambia quale fornisce la parte maggiore di energia, in base a quanto è intenso e quanto dura lo sforzo.

Contributo dei sistemi energetici in base alla durata dello sforzo
Il contributo dei tre sistemi cambia con la durata dello sforzo.

I tre sistemi a confronto

SistemaVelocitàDurataCarburanteQuando domina
Anaerobico alattacidoMassima0–10″ATP e fosfocreatinaPartenze, sprint, salti
Anaerobico lattacidoAlta10″–2′Glucosio e glicogenoSforzi molto intensi (400–800m)
AerobicoPiù lentaDa qualche minuto in poiCarboidrati e grassiCorsa continua, soglia, maratona

Anaerobico alattacido: la potenza

È il sistema più veloce. Non usa ossigeno e non produce lattato: sfrutta l'ATP già presente e la fosfocreatina, una piccola riserva del muscolo. Dà la massima potenza ma solo per pochi secondi.

Come allenarlo: sprint brevi (60–100m) a velocità massima, con recuperi lunghi e completi.

Anaerobico lattacido: la resistenza alla velocità

Quando lo sforzo resta molto intenso oltre i primi secondi, il muscolo scompone in fretta glucosio e glicogeno. Produce energia rapidamente e, come prodotto, lattato. Sostiene sforzi intensi da qualche decina di secondi fino a 1–2 minuti.

Il lattato non è uno scarto tossico: cuore e altri muscoli lo riutilizzano come carburante. La sensazione di "bruciore" dipende soprattutto dall'acidità (ioni H+) che si accumula nel muscolo, non dal lattato in sé.

Andamento del lattato nel recupero attivo e passivo
Con il recupero attivo il lattato scende più in fretta che stando fermi.

In pratica: dopo ripetute intense non fermarti subito. 10–20 minuti di corsa blanda smaltiscono il lattato più in fretta del riposo da fermo.

Aerobico: il motore della corsa

Usa ossigeno e lavora nei mitocondri, dove brucia carboidrati e grassi. Produce energia più lentamente degli altri due, ma può andare avanti per ore: è il sistema che domina nella corsa continua, nei lavori a soglia e in maratona.

Ritmo lento

Prevalgono i grassi: carburante quasi illimitato, adatto agli sforzi lunghi.

Ritmo medio-alto

Crescono i carboidrati, più rapidi: servono buone scorte di glicogeno.

Il lattato non causa i DOMS

I dolori muscolari del giorno dopo (DOMS) non dipendono dal lattato, che torna normale entro un'ora. Sono dovuti a piccoli danni alle fibre, soprattutto dopo discese e lavori eccentrici, e all'infiammazione che segue.

Cosa significa per il runner

Velocità

Lavori brevi e recuperi ampi per allenare la potenza.

Mezzofondo

Ripetute intense per tollerare e smaltire il lattato.

Fondo e maratona

Priorità a sistema aerobico, soglia ed economia di corsa.

Recuperi

Scegli durata e tipo di recupero in base al sistema che vuoi allenare.

Da ricordare: Allenare bene significa dare lo stimolo giusto al sistema giusto: intensità corretta, durata corretta, recupero corretto.