biomeccanica

Salite e discese

Cosa cambia nel passo in pendenza e come usare le salite per allenarti meglio.

Salite e discese

La pendenza cambia impatti, tempi di appoggio e lavoro muscolare. Usata bene, la salita è uno degli allenamenti più efficaci e meno traumatici; la discesa va dosata con prudenza.

Salita

Meno impatto

Su pendenze del 10–15% il colpo all'appoggio si riduce molto rispetto al piano.

Allenamento

Tre protocolli

Sprint brevi, ripetute medie e salite lunghe: tre stimoli diversi.

Discesa

Con prudenza

L'impatto aumenta fino al 54%: va inserita con gradualità.

Salite e discese nella corsa

Come funziona il passo

Nella corsa la gamba lavora come una molla: all'appoggio tendini (soprattutto l'Achille) e muscoli si caricano di energia elastica, che restituiscono nella spinta. In pianura questo "rimbalzo" fa risparmiare molta energia.

  • Ammortizzazione: il piede tocca terra, il corpo frena e la molla si carica.
  • Spinta: caviglia, ginocchio e anca si estendono e spingono avanti e in alto.
  • Volo: il corpo prosegue per inerzia fino all'appoggio successivo.

Idea chiave: in salita il rimbalzo elastico conta meno e i muscoli devono spingere di più. In discesa lavorano soprattutto in frenata (lavoro eccentrico), con impatti più alti e più indolenzimento.

In salita: cosa cambia

  • Impatto più basso: il colpo all'appoggio cala molto e su pendenze ripide quasi sparisce.
  • Più spinta: la forza in avanti richiesta aumenta fino al 75% su pendenze ripide.
  • Passo più corto e appoggio più lungo man mano che la pendenza cresce.
  • Lavorano di più: glutei, quadricipiti e polpacci, con il core a stabilizzare il bacino.
PendenzaImpatto all'appoggioSpinta in avanti
Pianoriferimentoriferimento
Salita ~10%circa −38%circa +50%
Salita ~16%quasi assentecirca +75%

Il cuore lavora molto e le articolazioni poco: per questo la salita è un ottimo stimolo aerobico a basso rischio. Le ripetute in salita fanno passare più tempo vicino al VO₂max rispetto alle stesse ripetute in piano.

In discesa: pochi benefici, più rischi

  • Impatto più alto: circa +32% su pendenze del 10%, +54% su quelle del 16%.
  • Frenata dominante: lavoro eccentrico che provoca più danno muscolare e fatica che dura giorni.
  • Utile per chi fa trail o gare collinari, da evitare quando si rientra da un infortunio alle gambe.

In pratica: in discesa passi corti e frequenti, appoggio sotto il corpo, core attivo. Aumenta pendenza e velocità solo quando ti senti stabile. Appoggiare l'avampiede o il mediopiede riduce l'impatto.

Tre protocolli in salita

A · Sprint brevi

60–80m (9–10″) a Vmax su pendenza 6–10%. 2–3 serie da 6–10, rec. 2′30″–4′ e 5′ tra le serie. Potenza e capacità aerobica massima.

B · Ripetute medie

200–600m (es. 8×300m, 6×400m, 5×600m) al 4–8% a sforzo di soglia o più, rec. 2–3′. Molto tempo vicino al VO₂max.

C · Salite lunghe

2–10 km continui al 4–7% (es. 2×3 km o 1×6–10 km) da ritmo soglia in su, rec. 6–8′. Per mezza e maratona.

Sostituire parte delle ripetute in piano con salite dà uno stimolo simile con molti meno impatti sulle articolazioni.

Tecnica in breve

In salita

Passo corto e frequente, braccia attive a 90°. Leggermente inclinato in avanti dalle caviglie, non piegato in vita. Appoggio sotto il corpo, spinta completa.

In discesa

Passi corti e morbidi, appoggio sotto il corpo. Tronco controllato, sguardo 5–10m avanti. Più pendenza e velocità solo con buon controllo.

Come inserirle nella stagione

  • Periodo di base: 1 seduta A o B a settimana, più eventualmente un lungo collinare facile.
  • Periodo specifico: 1 seduta B o C in base alla gara; uno sprint A ogni 10–14 giorni.
  • Prima della gara: volume ridotto del 40–60%, ma tieni un breve richiamo.
  • Controllo del carico: in pendenza il ritmo al km non conta. Guarda tempo, frequenza cardiaca o sensazioni.

Esempi per obiettivo

ObiettivoSedute tipo
Mezza e maratona2×3–5 km in salita a soglia, rec. 8′ · lungo collinare 22–30 km · 6×80m sprint in salita
800–1500m8×300m al 5–6% sopra soglia, rec. 2′ · 6×400m al 4–5% curando la tecnica · 2×6×70m sprint, rec. 3′
Trail2×8–12′ in salita continua, rec. 6′ · 4×3′ di discesa controllata (solo senza dolori)

Da ricordare: Salita: meno impatti, più lavoro muscolare, ottimo stimolo per cuore e tecnica. Discesa: impatti alti e lavoro in frenata, da inserire con poco volume e buona tecnica.